Giorno d’jeri – Il saggio viaggio

Il saggio dice: «Vai vai!»

“iL Saggio Viaggio”

Carlino voleva mangiare
vide un biscotto
e lo voleva pigliare!

Ma assaj troppo alto
e parea che fosse
tant’è che lui prese
un grande calesse!

Vi salì sopra
ma ‘l cavallo partì
al gran galoppo
facendo «Hì! Hì!»

Lo portò ‘n giro
per lungo e per largo,
vide un gran mondo
e divenne assaj saggio!

Ma se tu gli chiedi
che cosa capì
lui ti risponde
più o meno così:
«Che chi non mangia
non lo può capir.»
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«Sulla paura tremante»

Giorno decimo-poi

«Sulla paura tremante … che poi passa!»

Un sassolin
cascò per tèrr
o quanta tèrr
o quanta tèrr!

Cascò per tèrr
e tutto tremò
tròn tròn tròn tròn
tròn tròn tròn trò.

E fece un rumor…
che fece scalpόr!
Tutti tremàron
dal gran terrόr!

E anche poi i monti,
le valli e poi i mari!
Poi nulla si mosse
e siamo al domani.

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Carli al Funaro con Romina Breschi

.
ALLA SCOPERTA DEL PROPRIO CLOWN 
Workshop per (dis)&abili a cura di Giovanni Carli e Romina Breschi
.




Laboratorio intensivo sul clown e sul comico per chi lo è già e per chi non lo sa…

Il clown che è dentro di me, sono io senza maschera ?

Ridere ed essere se stessi; rivendicare il nostro essere distratti, fuori posto, fuori tempo, meno pronti degli altri e … buffi.

Una maschera, il nasino rosso, che ci protegge, si prende la “colpa” e ci libera dandoci la possibilità di essere finalmente come siamo. Il laboratorio è indirizzato a operatori sociali, insegnanti, artisti, danzatori, diversamente abili, semplici curiosi e a tutti coloro che intendono sperimentarsi in una nuova percezione espressiva (Età minima 16 anni)


incontro introduttivo

Venerdì 31 Marzo h 20.30/23.30

laboratorio con l’intero gruppo di lavoro


Sabato 1 e Domenica 2 Aprile
h 10.00/13.00 e 15.00/18.00

in collaborazione con Skacciapensieri, progetto per adulti disabili per conto dei Comuni di Agliana, Quarrata e Montale, gestito dalla Cooperativa GLI ALTRI di Pistoia

in collaborazione con

logo-GLIALTRI-1

 

logo skaccia

La storia del cupido aiutato dal signore.

il saggio dice: < La fai finita!!!>

 

(*) Avvertenza:
 La filastrocca accompagna delle immagini senza le quali risulterà di difficile fruizione e godimento, si invita pertanto a visualizzare il link completo di immagini.
↓ 
 < Artworks story > 
“Lavoro sull’arte per la scuola primaria”
                               alle ultime tre pagine.
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LA STORIA DEL CUPIDO AIUTATO DA UN SIGNORE

Un cupido, incatenato,
ma non si sa da chi,
Fu obbligato, un giorno, un tempo,
a starsene un po’ lì.

Chissà cos’aspettava,
con quel gran broncio acceso,
Certo se fosse stato libero,
sicuro sarebbe sceso!

Chiedete a far che cosa?
Ma a fare innamorare!
Gente grande e piccolina
che ha smesso di giocare.

Ma mentre il broncio triste
sul viso di bambino
Restava fermo e immobile
sul volto del puttino.
.
L’uomo a terra e teso
lo sguardo sempre alzava,
Ma non passaa lo sdegno
e intanto lui bruciava.
.
Come arrivar, così,
a quell’estreme altezze ?
La condizione umana
ha pur tal ristrettezze!
.
E ‘l tempo sì passava,
tra rabbia calda e forte
Che ‘l fuoco divampava,
così paréa la sorte!
.
Ma un giorno finalmente
ci fu un omino anziano
che seduto bello calmo
guardò assai lontano.
.
Il pensiero o forse il sogno …
(o anche  ‘l desiderio)
Se son forti forti forti
diventano anche azione
.
Così lui si disciolse:
entrò nel nuvolone.
 .
Arriverà, Cupido,
il giorno in cui con forza
(e con tanta passione)
Ritornerà il bambino
… per mano di un signore.
 .
_____________________________
Il critico: L’artista, con quest’opera, vuole rendere omaggio certamente al grande Umberto Eco, ma anche riportare l’immaginario ad una dimensione più umana, più “giocabile”, par di veder l’immagini dei quadri che racconta, quadri casuali, trovati a casaccio (bhè, non proprio!) su internet e dei quali l’artista restituisce la sua interpretazione come fosse un bambino, un infante. Certo aggiungendoci qualcosa della sua adultità, della sua rima, del suo uso linguistico sprezzante e forzante nella rima non canonica. Quello che arriva è un tutt’uno con il nostro sentire, con il nostro percepire il mondo intorno a noi come opera d’arte costante, come un eterno riscoprirsi bambini birboni, imbronciati, incatenati dalle regole interiorizzate dell’adulto poliziotto nella testa di freireiana o boaliana memoria ma… il saggio pare rispondermi e qui come sempre è lo spunto, il guizzo in più dell’esegesi artistica del nostro benamato! Ok, seguo il saggio consiglio del saggio e chiedo venia seguendo ciò che Edward Hopper disse alla Tate diversi anni or sono.
L’artista: non sono d’accordo.

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N.B.: Per vedere l’opera completa di immagini vai a:

–> laboratori e proposte didattiche per la scuola

— — –> < Artworks story > “Lavoro sull’arte per la scuola primaria”

alle ultime tre pagine.

Giorno a caso – storia dell’omino piccino piccino

Il saggio dice: < hjhjhjhjhjhjhj>
“Storia dell’omino piccino piccino” *
Un professore
molto carino
faceva lezione
piccino piccino
 –
E mentre parlava
di cose assaj grandi
paréa scrivesse
di fiabe mostri e giganti
 –
ed è grazie a lui
che adesso son qui
(e non sono un mostro,
nemmen giù di lì!),
 –
ma credo nei sogni
e nei libri di fiabe,
nei mari di storie
e in tutti i bambin
 –
… quel professore
distinto e carino
ed io che son io
piccino piccin.
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* a mo’ di presentazione nel giorno a caso di un signore.
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Giorno decimo-primo _ Il lago della memoria

il saggio dice:  < che dice il saggio? >

Il lago della memoria

C’era una volta
un uomo in mezzo al lago
e il lago, quella volta
era tutt’intorno a lui
un’altra volta poi,
quel lago attorno a lui,
finì un po’ per caso
davanti agl’occhi suoi
e fu, così, per caso,
che infine lui capì
che i laghi attorno a noi
son nostri, o giù di lì.
Allora da quel giorno,
sempre quell’uomo lì,
si porta dentro un lago
che c’era una volta un dì
poi, certo, sarà cambiato
quel posto, quel lago
anche quel dì
per esempio
più non si ricorda
che stava a far pipì!

 

Commento del critico:
Non mi scordo mai di niente! E con questo voglio essere più il commento che il critico. E’ un discorso sulla creatività della memoria e la mia non è creativa e mi rendo conto, confrontandomi con quest’opera, che è una gran perdita non saper perdere [ed in questo mi faccio più saggio che critico e mi chiedo: c’è mai stato un critico saggio, ma soprattutto: è possibile immaginare un saggio critico?(escludendo le opere letterarie con la forma, a punto, di saggio critico…..a che punto ero rimasto con le parentesi? ecco che torna l’opera interiorizzata dallo stesso fruitore, che nel caso medesimo è proprio me-medesimo (e non sono balbuziente! (Ma certo qualcuno potrà dire che sono parentesante, limitatamente all’apertura delle parentesi, concordo con chi lo dice, ma, soprattutto, chi lo dice? e che vuol dire? ma si può mai dire? ci dicono sempre che non si può mai dire e se si potesse? se si potesse dire? cosa? …a ….. già, cosa? …. sono critico, confuso, ma pur sempre critico e non vado in auto altrimenti sarei scontato (e scontrato nel caso facessi un frontale. e qui chiudo, debbo andare in bagno.
(si noti la chiusura del critico che tenta di imitare se non rielaborare l’opera e l’artista!)

 

un uomo in mezzo a un lago.

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Almanacco giorno decimo

Il saggio dice:
“Vedi te.”

 Filastrocca sul potere dell’ immaginazione

Naso di uno
che guarda all’insù
non vede niente
o c’è nero o c’è blu.
 
Naso di uno che guarda all’insù
se chiude gli occhi
ci vede di più.
 
E se poi li riapre,
quel nero o quel blu,
diventano un mondo
e forse di più!
 
 _____________________________
Commento del critico:
E’ interessante come l’artista non si ferma sulla banalità dell’immaginifico ad occhi chiusi ma trasla ed applica questa cosmogonia alla veglia; è un po’ una vecchia retorica del “potere all’immaginazione” ma non tornano temi amorosi, né “lune” romantiche, è quella speciale ed artistica “agmented realty” che proprio il moderno tende a farci scordare o a farci ancorare soltanto ad alcuni, specifici, persino patetici temi vitali.
E il Saggio chiarisce bene questa ambiguità con il suo doppio senso: “Vedi te.”; non lo scrive con un punto di esclamazione [Vedi te!] che starebbe a dire: a te la decisione, tua responsabilità, a te il fatto di vedere, ma quel semplice punto [.] di Vedi te. è vedi-ti, vedi te ed anche, contemporaneamentre vedi te.
E con questo il saggio ci apre ulteriori possibilità come “fai te.” : costruisciti, deciditi eccetera eccetera.
“naso all’insù” x “vedi te.” = ?

 

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Almanacco giorno nono

SCIOGLICUORE:
<Chi ama chiama chi ama [?]>

 

« Articolo 22. Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome. »

ART. 22

Son Costantino

Son grande o bambino?

Son moro o son biondo?

Son buio o giocondo?

Son bravo o birbone?

Son serio o burlone?

Bhè guarda è uguale:

son quello che sono,

o grande o piccino

io son Costantino.

 

 

*N.B.: il critico si chiede: <Com’è Costantino? Grande o bambino? Moro o biondino? Triste o felice? Chi me lo dice?

 

 

Commento: l’artista dice che proprio l’intervento del critico rende l’opera necessaria, un’ opera che mira a scardinare l’ostinata dicotomia tra grande e bambino, tra critico e cretino, tra artista e spazzino, tra tristezza e destino, tra l’artista stesso e ‘l suo cammino.

 

 

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