Giorno a caso – storia dell’omino piccino piccino

Il saggio dice: < hjhjhjhjhjhjhj>
“Storia dell’omino piccino piccino” *
Un professore
molto carino
faceva lezione
piccino piccino
 –
E mentre parlava
di cose assaj grandi
paréa scrivesse
di fiabe mostri e giganti
 –
ed è grazie a lui
che adesso son qui
(e non sono un mostro,
nemmen giù di lì!),
 –
ma credo nei sogni
e nei libri di fiabe,
nei mari di storie
e in tutti i bambin
 –
… quel professore
distinto e carino
ed io che son io
piccino piccin.
_________________________________________
* a mo’ di presentazione nel giorno a caso di un signore.
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Giorno decimo-primo _ Il lago della memoria

il saggio dice:  < che dice il saggio? >

Il lago della memoria

C’era una volta
un uomo in mezzo al lago
e il lago, quella volta
era tutt’intorno a lui
un’altra volta poi,
quel lago attorno a lui,
finì un po’ per caso
davanti agl’occhi suoi
e fu, così, per caso,
che infine lui capì
che i laghi attorno a noi
son nostri, o giù di lì.
Allora da quel giorno,
sempre quell’uomo lì,
si porta dentro un lago
che c’era una volta un dì
poi, certo, sarà cambiato
quel posto, quel lago
anche quel dì
per esempio
più non si ricorda
che stava a far pipì!

 

Commento del critico:
Non mi scordo mai di niente! E con questo voglio essere più il commento che il critico. E’ un discorso sulla creatività della memoria e la mia non è creativa e mi rendo conto, confrontandomi con quest’opera, che è una gran perdita non saper perdere [ed in questo mi faccio più saggio che critico e mi chiedo: c’è mai stato un critico saggio, ma soprattutto: è possibile immaginare un saggio critico?(escludendo le opere letterarie con la forma, a punto, di saggio critico…..a che punto ero rimasto con le parentesi? ecco che torna l’opera interiorizzata dallo stesso fruitore, che nel caso medesimo è proprio me-medesimo (e non sono balbuziente! (Ma certo qualcuno potrà dire che sono parentesante, limitatamente all’apertura delle parentesi, concordo con chi lo dice, ma, soprattutto, chi lo dice? e che vuol dire? ma si può mai dire? ci dicono sempre che non si può mai dire e se si potesse? se si potesse dire? cosa? …a ….. già, cosa? …. sono critico, confuso, ma pur sempre critico e non vado in auto altrimenti sarei scontato (e scontrato nel caso facessi un frontale. e qui chiudo, debbo andare in bagno.
(si noti la chiusura del critico che tenta di imitare se non rielaborare l’opera e l’artista!)

 

un uomo in mezzo a un lago.

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Almanacco giorno decimo

Il saggio dice:
“Vedi te.”

 Filastrocca sul potere dell’ immaginazione

Naso di uno
che guarda all’insù
non vede niente
o c’è nero o c’è blu.
 
Naso di uno che guarda all’insù
se chiude gli occhi
ci vede di più.
 
E se poi li riapre,
quel nero o quel blu,
diventano un mondo
e forse di più!
 
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Commento del critico:
E’ interessante come l’artista non si ferma sulla banalità dell’immaginifico ad occhi chiusi ma trasla ed applica questa cosmogonia alla veglia; è un po’ una vecchia retorica del “potere all’immaginazione” ma non tornano temi amorosi, né “lune” romantiche, è quella speciale ed artistica “agmented realty” che proprio il moderno tende a farci scordare o a farci ancorare soltanto ad alcuni, specifici, persino patetici temi vitali.
E il Saggio chiarisce bene questa ambiguità con il suo doppio senso: “Vedi te.”; non lo scrive con un punto di esclamazione [Vedi te!] che starebbe a dire: a te la decisione, tua responsabilità, a te il fatto di vedere, ma quel semplice punto [.] di Vedi te. è vedi-ti, vedi te ed anche, contemporaneamentre vedi te.
E con questo il saggio ci apre ulteriori possibilità come “fai te.” : costruisciti, deciditi eccetera eccetera.
“naso all’insù” x “vedi te.” = ?

 

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Almanacco giorno nono

SCIOGLICUORE:
<Chi ama chiama chi ama [?]>

 

« Articolo 22. Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome. »

ART. 22

Son Costantino

Son grande o bambino?

Son moro o son biondo?

Son buio o giocondo?

Son bravo o birbone?

Son serio o burlone?

Bhè guarda è uguale:

son quello che sono,

o grande o piccino

io son Costantino.

 

 

*N.B.: il critico si chiede: <Com’è Costantino? Grande o bambino? Moro o biondino? Triste o felice? Chi me lo dice?

 

 

Commento: l’artista dice che proprio l’intervento del critico rende l’opera necessaria, un’ opera che mira a scardinare l’ostinata dicotomia tra grande e bambino, tra critico e cretino, tra artista e spazzino, tra tristezza e destino, tra l’artista stesso e ‘l suo cammino.

 

 

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Circa l’utopia

circa l’utopia:
 
Se si aspettasse che i bambini sappiano parlare
per parlargli 
con buona probabilità essi non parlerebbero mai
e forse neanche noi avremmo mai parlato
 
l’utopia che sta alla base della nostra esistenza.
grazie a chi ci ha creduto per primo,
grazie sapiens? erectus? 
Neandertal?
cmq grazie.
forse.

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Indicazioni di v(U)oto

Elezioni – risposta ad una mail che mi invita a votare o , al limite, mi supplica di votare contro Renzi.

…e allora andiamoci dentro! chi me lo chiede?

persone con le quali non parlo mai di politica, provandoci tedio, annojo,

qualcuno mi disse, alla domanda cosa ne pensi del pensiero di Marx? è demodé!

Ma allora di cosa stiamo parlando?

ecco le mie indicazioni di VUOTO, le prendo dai bambini, le prendo da Rodari, dal mio mondo, dai miei compagni di viaggio, dalle persone che stimo ed alle quali credo, che ascolto e che mi ascoltano (alle volte)

c’è del vuoto! diamo indicazioni di vuoto, dov’è , qual’è che fare?

mancano spazi per giocare (a noi grandi!!! i bambini in un modo o nell’altro li trovano)

mancano giardini in cui stare

mi mancano i nonni che ridono, i genitori che comprendono, ajutano

mi mancano lavoratori che facciano politica con il loro lavoro

mi mancano studenti che facciano uguale

 

e io che faccio? no perché non vorrei essere uno di quelli che parla e basta, non vorrei essere un falso modesto

io accuso ogni relazione che mi lascia un vuoto dentro e che tendo a riempire con rabbie, rimostranze, accuse,

si creano dei vuoti che poi esistono, ci sono,

io…io cerco di battere ogni chiodo che mi si presenta, cerco di esserci ogni volta che posso, mi faccio forza e sono forza, mi faccio sentire e divento sentire, forza e sentire.

nello specifico? scrivo ad ogni docente che invece di fare lezione di 3 ore le fa di 45 minuti e lo rimprovero ( e mi abbasso la media universitaria! )

contesto personalmente ogni comportamento che non mi va.

abbasso la testa ogni volta che invece hanno ragione gli altri.

Mi vergogno ogni volta che ho dato di fuori contestando o rimproverando, mi sento scemo, inadatto, fuori luogo (questa è la paga che mi dà il mio sciopero eil mio attivismo)

cerco di fare ogni cosa con coscenza, dalla spesa a come tratto me e le persone che incontro anche per caso (leggasi impiegato della posta o operatrice del call center di turno  — e non le tratto sempre bene, rispondo vero! la verità! umano!)

ascolto alessandro bergonzoni che mi insegna un po’ di cose su cui riflettere, (credo avrebbe piacere ad essere scritto in minuscolo!)

faccio arte per capirmi, capire, giocare e per fare una cosa seria tra le tante stupidine che mi tocca di fare per sopravvivere.

sto sulle scatole! ecco, sì, sostanzialmente faccio questo.

e mi si danno indicazioni di voto?? vediamo, riesco a dar retta soltanto a chi apre un dialogo, meglio se di persona ma per adesso basterebbe anche soltanto rispondere a questo scritto (naturalmente ho già risposto a quella mail che mi arrivò)

diritti e doveri…. i nostri diritti…ok, va bene, ma dov’eri? è questa la domanda, tu dov’eri mentre quello accadeva, mentre quello veniva comunque votato per via di un potere più grande di ogni cosa e quindi da te, dal tuo votino incontrastabile ma che non contrasta niente (a mio parere sia chiaro, con grande amicizia e stima dei partigiani che ce lo hanno concesso…..bè, mi viene in mente che si votava anche durante il fascismo…altra cosa, altra cosa, lasciamo stare.)

 

non ultimo…ecco cosa faccio: mi espongo.

forse dopo che mi saranno arrivate risposte a questa mia di adesso mi vergognerò un poco di quello che ho scritto, mi scoprirò ignorante, forse un po’ cafone ma , ho deciso, mi espongo, questo credo io debba fare, più che votare per persone che pure mi stanno simpatiche ma che…

 

indicazioni di vuoto

mentre nascono bambini

diritti e dov’eri

a scrivere, mentre penso all’amore…questo sì un po’ demodé

…io Marx me lo vado a rileggere…anche se un po’ demodé lo è forse davvero ma

 

 

gc

per l’infanzia, anche quella adulta!

 

Progetto didattico di Geografia per le scuole primarie

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Divina Commedia – Inferno – Canto V – “Lezione per le scuole primarie”

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Divina Commedia – Inferno – Canto V – “Lezione per le scuole primarie” diCG.com Carli Giovanni è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
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