Curriculum GiovanniCarli [discorsivo/confidenziale]

Formazione Teatrale pluriennale:

  • in un paio di corsi laboratoriali della provincia di Firenze ho conseguito un attestato di diploma che mi riconosce una formazione attoriale già dal 1995.

Formazione Teatrale specialistica:

 

  • nel ’98 mi distinguo nella maschera di < primo zanni > imparando dal Maestro Antonio Fava e dalla sua straordinaria assistente di acrobatica Urana Marchesini la              “commedia dell’arte”
  • nel 2001 approfondisco ulteriormente la commedia dell’arte alla scuola veneziana del Maestro Adriano Iurissevic , lì seguo quotidianamente lezioni di
    • costruzione della maschera in pelle con il Maestro Stefano Perrocco di Meduna (France)
    • Pantomima con il M° Andrezej Leparski (Polonia)
    • Scherma Teatrale dal M° Bob Heddle Roboth (Paris-France)
    • Danze Popolari con la studiosa Nelly Quette (France)
    • Tecniche vocali con Roberto Gatto
  • Nel 2005 incontro finalmente il Clown con il grande M° Pierre Byland che mi farà conoscere la parte seria del naso rosso, metterà le basi per la differenziazione tra clown, cloùn e pagliaccio; conoscerò il clown teatrale, il serio lavoro del comico che non deve soltanto essere di intrattenimento, ecc ecc, insomma il naso rosso più che un’esplosione sarà l’innesco di tante letture tecniche, filosofiche, pedagogiche, divulgative che seguiranno.
    ________________
  • nel 2003 inizio la mia formazione di teatro ragazzi e presso il TEATRO METASTASIO di PRATO mi si riconosce ai sensi del D.D.n.70 del 23/12/2003 come formatore di teatro nelle scuole.
  • una ulteriore importante formazione in questo settore arriverò a farla nel 2008 presso la SCUOLA CIVICA PAOLO GRASSI di MILANO dove mi formerò in tecniche di TEATRO RAGAZZI con quelli che ritengo i maestri di questo teatro:
    • BRUNO STORI recitazione
    • ALESSANDRO LIBERTINI arte contemporanea
    • MARCO DALLARI pedagogia
    • LETIZIA QUINTAVALLA drammaturgia e regia
    • ABBONDANZA BERTONI danza e movimento
    • ANTONIO CATALANO creazione
    • MAURIZIO BERCINI scenografie
    • VALLI IONOSKOVA teatro delle ombre
    • IOLANDA CAPPI teatro su nero
    • ROBERTO GRIS antropologia
    • GIULIO MOLNAR teatro d’oggetto
    • CLAUDIO FACCHINELLI normative
    • ROBERTO ANGLISANI narrazione
    • CHIARA GUIDI tecniche vocali
    • ANNA AMADORI voice off.

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  • Formazione Musicale:

ho studiato abbastanza seriamente pianoforte a partire dal 1990 fino ad arrivare quasi alla possibilità di iniziare gli esami in conservatorio poi, evidentemente, le cose sono andate in modo diverso!
Ma ho continuato a studiare pianoforte e musica con diversi maestri ed attraversando la storia della musica, l’armonia, la melodia, la musica classica, il blues, il jazz…fino addirittura ad affrontare un nuovo strumento (nel 2006) il clarinetto, con pessimi risultati ma con grande entusiasmo!

Poi mi sono formato anche tecnicamente (che per un teatrante non fa mai male) conseguendo un attestato di tecnico qualificato in ingegneria del suono (nel 2008)  riconosciuto dal ministero del lavoro grazie alle sue 800 ore di formazione.

  • Formazione minuta

poi ho continuato nelle minute formazioni dei fine settimana, nelle due o tre giorni a conoscere maestri, qualcuno, come Renata Palminiello si sofferma un poco di più, seguo il suo lavoro per un paio di settimane, e poi tanti tanti altri incontri interessanti che innescano studi, esercizi e sperimentazioni, li cito un po’ alla rinfusa:
1997-Francesco Ronchetti(voce)
1998-Gabriella Baldassini (movimento creativo)
1999-Stefania Scarinzi(voce)
2000-Philippe Radice(teatrodi strada)
2001-Stefano Laguni, Mario Cavallero, Alessio Targioni(clown)
2002-Alessandro Baldinotti (voce)
2003-Alessandro Fantechi(teatro sociale)
2004-Antonio Bertusi (biomeccanica)
2004-Urana Marchesini(acrobatica applicata)
2004-Rickard Gunter(teatro contemporaneo)
2005-Nicola Pannelli( teatro di narrazione civile)
2006-Leonardo Capuano(tecniche attorial-autoriali)
2006-Laura Curino (teatro di narrazione)
2007-Reggeti(spada e sciabola)
2010-Branko Brezovec(teatro contemporaneo)

Esperienze Professionali:

ho iniziato nel ’94 ha fare spettacoli, chiaramente i primi autoprodotti ed al limite della “guardabilità” forse…
Scorrendo il mio CV scopro nomi che addirittura non ricordo, spettacoli che mi sembra di non aver fatto, incontro compagnie universitarie, esperienze estere lontane, non molti fiaschi debbo dire e qualche spettacolo che per vari motivi non è più possibile replicare ma al quale sono rimasto molto legato come Tola dell’ aprile del 2000, forse la mia prima vera regia. mai replicato nonostante niente meno che Gianni Minà ci avesse concesso di rappresentarlo. Poi usci un film di Sepulveda che assomigliava veramente troppo e allora…
Dovessi dividere a garndi trance dirrei una prima parte di autosperimentazione, poi la commedia dell’arte con il Centro di Ricerca Arti e Mestieri di Isola Dovarese, il suo carro dei comici, le prove dentro all’Olimpico di Sabbioneta, la tournée;parliamo del 2001, la fase dopo è il teatro di narrazione, la compagnia Narramondo, collaborazione che andrà avanti degli anni, fino al 2006; nel 2003 intanto era arrivato il cloùn e…il forum sociale europeo, il bisogno di attivismo culturale, nasce la Finta di Colombo, il gruppo di “Cloùn +!” che porterà piano piano, con il suo bel percorso a “Ballata per due cloùn soli” del 2007 e poi a “Ballata per cloùn soli” del 2010; non mi posso scordare poi di una compagnia che mi ha accompagnato praticamente da sempre, da quando ho iniziato a fare teatro professionale e forse anche prima, Blanca Teatro, con la quale ho fatto diverse produzioni, la più memorabile in assoluto TITO, tratto dal Tito Andronicus shekespeariano, con blanca lavoro da sempre e lavoro tutt’ora, come insegnante, regista, formatore, tecnico, attore, autore, autista…oramai non siamo più amici siamo famiglia!
Altre famiglie poi s’incontrano nel viaggio della carriera artistica, Carpe Diem di Cagliari, per esempio, con i quali collaboro da un paio di anni, nel 2009 un Moliére con Marco Cavicchioli, nel 2010 un Delirio Organizzato con Paolo Rossi,
e poi…e poi tanti, le compagnie del territorio con le quali collaboro sono molte, le scuole o i corsi di teatro che mi chiamano ad insegnare sono svariate, dalla giallomareminimalteatro di empoli a blanca, appunto, di carrara; ho insegnato cloùn ad un corso europeo di Clown da corsia, (attenendomi rigorosamente alla mia formazione teatrale e lasciando la medica-psicologica a chi di dovere) e insomma…per chi volesse avere il cv completo con date e riferimenti delle compagnie lo chieda direttamente!

e…tutti qui!

gc


Progetto T34tr0 x… < X-cnct >

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< X cnct >
ovvero contattarci

Giovanni Carli
Direzione artistica ed organizzativa

Posta elettronica diretta: [email protected]
Sito : www.giovannicarli.com
Cellulare: 338-9659388

Dt.ssa Giulia Petrioli (psicologa dell’età dello sviluppo)
Consulenza psico-pedagogica sui processi cognitivi ed emozionali

Posta elettronica diretta: [email protected]
Posta elettronica della compagnia: [email protected]
Cellulare: 333-4984525

Progetto T34tr0 x… < X-Ki >

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<X Ki… >
ovvero la struttura organizzativa (in itinere)


“T34tr0 x…” ha iscritto questo x (per) che lo accomagna in ogni sua declinazione; è dunque per gli attori, per gli operatori culturali, per i genitori, per i bambini e ragazzi e per i loro insegnanti in quanto oppurtunità da cogliere per frequentare l’altra generazione arricchendosi reciprocamente di valori ed utopie.
“T34tro x…” vuole essere un luogo non virtuale dove mutare e mutuare insieme uno spectare teatrale ed artistico, esperire e sperimentare una pratica come (a-)spettatore di senso e di comprensione delle proprie esperienze.
L’opportunità è quella di cambiare punto di vista: gli attori lasceranno il proprio e finalmente incontreranno il pubblico, il pubblico entrerà finalmente in teatro, l’insegnante godrà in prima persona del ruolo di spettatore e di osservatore del teatro e dei propri allievi forse un poco più libero da preoccupazioni pedagogiche e schemi intellettualistici, la famiglia vedrà e saggerà il mondo della scuola dei loro figli e li immaginerà un po’ meglio nella loro realtà scolastica o forse niente di questo, non si può sapere prima quali stimoli e suggestioni ci regalerà questo percorso (questo errare appunto) possiamo solo cercare di creare le condizioni attraverso le quali questo meccanismo emozionale ed emotivo si inneschi.
Certo è (forse…) che per cercare un comunicare, un render comune, non possiamo prescindere dal fatto che la comunicazione è pur sempre…
[…]tronca in partenza e fraintesa all’arrivo […]
da “I sommersi e i salvati” P.Levi

La struttura organizzativa …(in itinere…)

  • Giovanni Carli

Direzione Artistica ed Organizzativa

  • area psico-pedagogica

Dottoressa Giulia Petrioli
Consulenza processi cognitivi ed emozionali

  • area di produzione artistica

Mara Guadagni

Alessandro Conti

Claudio Erlacher

Saverio Bigagli

  • Area scuola

Pres.Carlo Testi
Referente scuola Paolo Uccello-Media Inferiore

Maestra Miriam Bandini
Referente scuola città Pestalozzi-Elementare

Maestra Anna Tarlino
Referente scuola Jean Piaget-Infanzia

  • Area Famiglia

Gruppo genitori scuola Jean Piaget
Gruppo genitori extra gruppo scuola

  • Area operatori teatro

Carmen Di Bello
Referente Laboratorio Nove-Sesto Fiorentino (FI)

Virginia Martini
Referente Blanca Teatro-Avenza,Carrara

  • Area consulenza Artistica ed operativa

Professor Gianfranco Staccioli
Università degli studi di Firenze-CEMEA Italia

Silvano Antonelli
Osservatorio dell’immaginario-Torino

Progetto T34tr0 x… < X-come >

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< X-come >
ovvero come “ T34tr0 x “ intende agire.
In un sempre più presente analfabetismo emozionale riscontrabile nei più diversi ambiti (quello relazionale, scolastico, culturale…) “T34tr0 x” intende prediligere la FORMA sul CONTENUTO, la MODALITÀ sul RACCONTO.
Vuole “praticare il presente” e cioè un luogo dove errare vuole essere sbaglio e contemporaneamente esperienza (quindi errore come risorsa), contrapponendosi ad una “pratica del passato” dove l’errore non è altro che sbaglio da ri-correggere.
Vuole “praticare il presente” anche contrapponendosi ad una visione futura dell’essere umano (sia esso infante, giovane adolescente o adulto) che lo consideri quasi esclusivamente futuro adulto, futuro lavoratore, futuro pensionato scordandosi così la dimensione del presente, la dimensione del vivere, del succedere qui ed ora.
Vuole, insomma, praticare l’emozione, l’intuito, la creatività per…
…necessità vitale del superfluo.
“T34tr0 x” mira,dunque, all’emozione piuttosto che all’istruzione o alla conoscenza, attenendosi al suo mestiere di proposta progettuale artistica, certo del fatto che l’emozione non è altro che un tramite (e forse il più radicante) per lo scambio, duque la conoscenza, dunque l’istruzione.
“T34tr0 x” si avvale, per questo, di esperienze simili compiute nelle città di Parma, Torino, Reggio nell’Emilia, Prato… da varie maestranze, una tra tutti l’ETI-Ente Teatrale Italiano; a questo riguardo si pone anche come opportunità e luogo di scambio di esperienze e di informazioni.
Nel proporre un progetto di teatro non intendiamo comunque proporre un “teatro dell’ obbligo” che rischia di allontanare piuttosto che incuriosire, errore, come è noto, esperito nell’ambito dell’arte letteraria.
Le fasi del progetto.
“Ecco come i bambini possono venirci in aiuto”
Credo che oggi il mondo degli adulti soffra una precarietà che incide sul proprio rapporto con i desideri, le emozioni e le utopie, perdere tutto questo vuol dire non trasmetterlo più ed in qualche modo significa non trasmettere speranze e fiducia, quindi forza. Da artista ed operatore posso provare a mettere a frutto esperienze ed insegnamenti di altri, che prima di me hanno sperimentato questo percorso che vado a proporre.
Indagare su come e cosa i bambini desiderano e come fruiscono degli stimoli attorno a loro può aiutarci a capire cosa abbiamo perso e come lo possiamo recuperare; innanzitutto nella speranza di recuperare un rapporto molto più intimo ed emozionale con loro ed il loro mondo infante dove tutto è ancora possibile.
Ritengo che non sia un mondo esattamente idilliaco, quello dei bambini, anzi, affrontano continuamente delusioni, perdite, lutti da elaborare e la loro bravura nel farlo mi spinge a prenderli come maestri. Insomma, questo progetto non insegna ma impara!
Come dice un grande autore l’utopia è come la linea dell’orizzonte, cammino dieci passi e si allontana dieci passi: è irraggiungibile. E allora a cosa serve l’utopia? A camminare!
Ecco, i bambini possono insegnarci a camminare!
Questa indagine si attua fornendo strumenti di vario genere (questionari, diari, spunti laboratoriali, etc.) ad insegnanti, genitori ed operatori culturali; una prima fase sarà quella di studio e condivisione dei risultati cercando di creare una mappa del desiderio infantile ed adulto e di metterle a confronto al fine di una maggiore conoscenza gli uni degli altri; poi vi sarà l’approccio all’arte teatrale con il suo bagaglio di fantasie e speranze, luogo, quello della scena, dove tutto è possibile e tutto diventa realtà. La fruizione di questo spazio attraverso incontri e laboratori creerà momenti di scambio e di confronto su temi che scaturiranno liberamente dalle attività precedenti.
L’attuazione è prevista per l’anno scolastico 2009-2010 al fine del quale tutti i materiali convergeranno in una prima bozza di quella che sarà la pubblicazione finale. A ripresa dell’anno scolastico 2010-2011 reincontreremo gli utenti di questo percorso per saggiare anche la ricaduta sul lungo periodo dell’esperienza fatta e misurarne il valore attraverso la sua permanenza nei giochi, nei sogni, nelle attività quotidiane e finalmente sarà ultimata la bozza della pubblicazione in precedenza avviata.
La pubblicazione sarà divisa in più sezioni: 1) il racconto della nostra esperienza; 2) Il racconto dell’esperienza da parte dei fruitori; 3) i risultati statistici; 4) Il materiale bibliografico e teorico utilizzato; 5) gli aiuti economici ricevuti e non ricevuti dalle istituzioni con relative note giustificative.
Questo nella speranza che il presente progetto apra la possibilità per nuovi stimoli e nuove pratiche culturali-educative.
I. Identificazione dei partner del progetto [entro sett.2009]
– scuola dell’infanzia, elementare, media inferiore
—classe pilota
—classi campione
– istituzioni a sostegno economico
– gruppi genitori, operatori
– Università degli studi di Firenze
– strutture teatrali e consulenze artistiche
II. Creazione dei gruppi di studio [entro ott.2009]
[prima fase d’indagine: l’immaginario]
– gruppo insegnanti
– gruppo genitori
– gruppo operatori

1-Dopo l’illustrazione approfondita del progetto verranno consegnati i “Diari d’infanzia e pensieri in libertà” dove ogni insegnante, genitore, operatore appunterà ciò che colpirà la propria attenzione in maniera estremamente libera, potendo scrivere di ciò che liberamente accade ai bambini ed a se stesso.
2-Saranno consegnati agli insegnanti delle classi pilota, ai genitori dei gruppi extra scolastici ed agli operatori, questionari o altri strumenti d’indagine atti a verificare l’attività immaginifica dei ragazzi e dei bambini, nonché la propria.[v.allegato “Questionari del prima”]
—Quali sono i tuoi desideri?
—Qual è il tuo desiderio più grande?
—Ti si è mai avverato un desiderio?
III. Primi momenti di contatto tra artisti e pubblico
[seconda fase d’indagine: i preconcetti]
– prima fase “fantastica” (cosa mi immagino e cosa mi aspetto)
1-il gruppo classe sarà avvertito per mezzo di una lettera manoscritta dell’arrivo a scuola di teatranti che vengono a fare la loro conoscenza; attraverso domande, disegni, lettere manoscritte in risposta al mittente s’indagherà l’immaginario relativo all’arte della scena, per conto loro i teatranti scriveranno le loro impressioni indagando i propri preconcetti relativi al mondo scuola ed infanzia, analogamente gli insegnanti ed i genitori scriveranno le loro impressioni circa questo incontro futuro.
– Seconda fase “reale” (cosa è)
2-Con analoghi strumenti s’indagherà cosa è realmente scaturito dall’incontro tra teatranti-ragazzi ed insegnanti soprattutto a livello emozionale mettendo a confronto i dati scaturiti dalla prima fase “fantastica” ed analizzando le differenze tra “cosa mi immagino” e “cosa è”
3-saranno consegnati i questionari relativi alla seconda fase denominata “il prima” [v.allegato “Questionari del Durante”]
– eventuali incontri extra-scolastici con i gruppi genitori, insegnanti
IV. Fruizione dello spettacolo
– giornata di lezione in teatro
– montaggio, replica e smontaggio, una giornata con gli attori.
– fare esperienza dell’attesa, del lavoro e dello scambio a caldo tra pubblico e artisti
V. Cosa resta a freddo
– le impressioni di qualche giorno dopo
1-saranno consegnati i questionari relativi al Dopo [v.allegato “Questionari del Dopo”]
VI. La diversa idea di fruizione
– indagine conoscitiva ed esperienziale sulla diversa fruizione tra adulto/insegnante e allivo.
– indagine conoscitiva ed esperienziale sulla diversa idea di fruizione:
a) come è stata la fruizione dell’ adulto/insegnante secondo l’allievo
b) come è stata la fruizione dell’ allievo secondo l’adulto/insegnante
c) confronto dei risultati emersi
– analisi critica dello spettacolo e della sua pubblicizzazione
a) proposte critiche dei ragazzi e degli insegnanti sul percorso di presentazione dell’attività svolta e
sullo spettacolo.
VII. Cosa resta col tempo
– Analisi conoscitiva sulla memoria dello spettacolo e del percorso condiviso
(presumibilmente analisi da compiere l’anno scolastico seguente)
1- consegna dei Questionari relativi al “Dopo-Dopo” [v.Allegato Questionari]
2-stesura definitiva della pubblicazione del progetto divisa in 5 sezioni
–a) relazione dell’esperienza fatta
–b) raccolta dei materiali prodotti
–c) statistiche
–d) bibliografia e materiali teorici di appoggio
–e) i finanziamenti pubblici ricevuti o negati

Vino schiètto

Assaggiai il tuo sapore pungente

come un bimbo vuota

il bicchiere di spumante

ma il tuo vetro era spesso

colmo

e quel ruvido mi passò

alla lingua piacque

poiché mi mostrai maschio

ferendomi la bocca

e gustando schiètto

mi riarse le labbra e divenni grande.

non apprezzai, più,

lo zucchero zuccherato e dolce

del palato bambino

che non tira la mascella.

da lì imparai il sapore del vino

i gusti adulti

il misurarsi coll’agro, l’amaro el pretto

osteria per ravvivar ferite nel disinfettarle.

Sangue contro alcol,

vita per coraggio

e la forza è vecchiaia.

SS 131-Sassari

2 settembre 2009

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