Quattordicesima mattina – Il piccione fermo in cielo

Il piccione fermo in cielo

A un piccione viaggiatore
gli successe un grand’affare
che nel cielo, viaggiando,
fu fermato da un signore!

Era un uomo, aviatore,
casco, elmetto e cannocchiale:
« ‘Giorno, prego, favorisca!
Io son qui per controllare! »

« Scusi, prego, ma avrei fretta »
« No, si fermi: che vuol fare! »
« Niente, scusi, ma però …
veramente dovrei andare! »

« Favorisca il suo bigletto! »
Disse l’uomo anche un po’ male
« Sono io ‘l Controllore,
sono un Pubblic’Ufficiale! »

« Non ho niente, gliel’ho detto,
sono solo un viaggiatore! »
« Ma che sento, o perbacco!
Allordunque non può andare! »

« Ma perché?! Ovvia, mi scusi:
è da sempre ‘l mio mestiere! »
« Oh mi spiace, oh mi duole:
si doveva patentare!»

Fu così che restò fermo,
il piccione viaggiatore,
e mai più i suoi messaggi
ebbe modo a consegnare.

È pur strano, non pensate?
Niente e nulla l’obbligava
a quell’ordine seguire?

Che sia questo far rivolta
pe’l piccione viaggiatore?

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