Almanacco giorno decimo

Il saggio dice:
“Vedi te.”

 Filastrocca sul potere dell’ immaginazione

Naso di uno
che guarda all’insù
non vede niente
o c’è nero o c’è blu.
 
Naso di uno che guarda all’insù
se chiude gli occhi
ci vede di più.
 
E se poi li riapre,
quel nero o quel blu,
diventano un mondo
e forse di più!
 
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Commento del critico:
E’ interessante come l’artista non si ferma sulla banalità dell’immaginifico ad occhi chiusi ma trasla ed applica questa cosmogonia alla veglia; è un po’ una vecchia retorica del “potere all’immaginazione” ma non tornano temi amorosi, né “lune” romantiche, è quella speciale ed artistica “agmented realty” che proprio il moderno tende a farci scordare o a farci ancorare soltanto ad alcuni, specifici, persino patetici temi vitali.
E il Saggio chiarisce bene questa ambiguità con il suo doppio senso: “Vedi te.”; non lo scrive con un punto di esclamazione [Vedi te!] che starebbe a dire: a te la decisione, tua responsabilità, a te il fatto di vedere, ma quel semplice punto [.] di Vedi te. è vedi-ti, vedi te ed anche, contemporaneamentre vedi te.
E con questo il saggio ci apre ulteriori possibilità come “fai te.” : costruisciti, deciditi eccetera eccetera.
“naso all’insù” x “vedi te.” = ?

 

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