Letargo

Come una morbida bestia umana

afferro, sicuro

col palmo caldo della mano

la fredda presa di un piede,

strano contatto anatomico

la pianta del piede

il palmo della mano

come trascinar una preda

da uomo preistorico.

come una clava la tua gamba

la coscia, e impugnatura la caviglia

che si allunga, tende tendini e rilassa

o forse…clava o cibo?

I miei occhi salgono a te cadendo

e ci sei

sorridente di birra

con la tua voglia seria

di giocare,leggera

mi assaggi

piccolo furetto

con le tue labbra morbide, umide

la tua lingua

ed io?, ti bevo, ti stringo

le nostre forme ed i nostri corpi

stirano i vestiti pressandoli

e l’aderenza ci fa maschi

morbide,piccole bestie che si strusciano

come prima del sonno al cuscino

e già sono nel torpore della fase rem

e due amàzzoni s’incontrano

mi ingozzo tremante

come una bestia

di quell’eros imprevisto

so che l’inverno sarà lungo

e, come una bestia

mi preparo al letargo.

Montevecchio-Guspini
31 agosto 2009

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