Quattordicesima mattina – Il piccione fermo in cielo

Il piccione fermo in cielo

A un piccione viaggiatore
gli successe un grand’affare
che nel cielo, viaggiando,
fu fermato da un signore!

Era un uomo, aviatore,
casco, elmetto e cannocchiale:
« ‘Giorno, prego, favorisca!
Io son qui per controllare! »

« Scusi, prego, ma avrei fretta »
« No, si fermi: che vuol fare! »
« Niente, scusi, ma però …
veramente dovrei andare! »

« Favorisca il suo bigletto! »
Disse l’uomo anche un po’ male
« Sono io ‘l Controllore,
sono un Pubblic’Ufficiale! »

« Non ho niente, gliel’ho detto,
sono solo un viaggiatore! »
« Ma che sento, o perbacco!
Allordunque non può andare! »

« Ma perché?! Ovvia, mi scusi:
è da sempre ‘l mio mestiere! »
« Oh mi spiace, oh mi duole:
si doveva patentare!»

Fu così che restò fermo,
il piccione viaggiatore,
e mai più i suoi messaggi
ebbe modo a consegnare.

È pur strano, non pensate?
Niente e nulla l’obbligava
a quell’ordine seguire?

Che sia questo far rivolta
pe’l piccione viaggiatore?

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L’altro ieri – Filastrocca sulla fatica e lo studio

Filastrocca sulla fatica e lo studio

Oh che fatica
lo stare a studiare
mentre a palla
io vorrei giocare!

O come mio babbo
con la sua borsetta
a portar la posta
con la bicicletta.

O come la mamma
che in casa può stare;
lavora anche lei,
ma se vuole può uscire!

E tu sai che dice
al suo nipotino
il buon vecchio nonno
che è saggio un pochino?

Che può sembrar strano
ma forse, chissà?!
Quel suo bambino
ragione ce l’ha!

Lo disse quel nonno
a quel nipotino.
Lo disse forte
o piano pianino?

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Giorno deciso – Storia di una nuvoletta

Storia di una nuvoletta

Una nuvoletta,
presa dalla fretta,
corse via dal mare
diretta verso ‘l sole.

Giusto a metà strada
si voltò di scatto
e sola si trovò
così, tutto d’un tratto!

Povera piccina
che brutta situazione;
s’immaginò arrabbiato
suo padre Nuvolone!

E poi, sola soletta,
paura un po’ c’aveva
ché ‘l vento la portava
un po’ dove voleva.

Allora fu che pianse,
ma tanto e a dirotto!
Si sciolse tutta in lacrime
e quel dì che tempo brutto!!

Così si ritrovò,
a gocce assai piccine,
a scivolare in mare
con altre nuvoline.

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Giorno spreciso – Quel pesciolino perso nel mare

Quel pesciolino perso nel mare

Un pesciolino
pèrso nel mare
proprio ‘n sapeva
verso dove nuotare.

Tutto era uguale
e tanto era ‘l blu
che lui non andava
né sotto né sù.

Ma poi qualcosa
o qualcuno chissà?
che lo guardava
con curiosità.

cosicché si trovò
così tutto d’un tratto
con tanta paura
dentro un secchietto!

ma poi – che fortuna! –
ricadde nel mare
e ora sapeva
verso dove nuotare!

Quel pesciolino
perso nel mare.

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Sera – Filastrocca laaaaaaarga

Il saggio dice: «Ah bèh!»

Filastrocca mooolto laaarga
(per bimbi che si senton soli)

Sole soleggia solo
alto nel Cielo
laaargo da solo
che braccia le Nubi
tante che  Plìn!
Si sciolgono in lacrime
e son Pioggia nel Mar
che laaargo da solo
si specchia nel Cièlo
che solo col Mare
son già soli ‘n due
che soli col Sole
son già soli ‘n tré.

Son tanti e son soli,
come a volte sei te!
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Giorno d’jeri – Il saggio viaggio

Il saggio dice: «Vai vai!»

“iL Saggio Viaggio”

Carlino voleva mangiare
vide un biscotto
e lo voleva pigliare!

Ma assaj troppo alto
e parea che fosse
tant’è che lui prese
un grande calesse!

Vi salì sopra
ma ‘l cavallo partì
al gran galoppo
facendo «Hì! Hì!»

Lo portò ‘n giro
per lungo e per largo,
vide un gran mondo
e divenne assaj saggio!

Ma se tu gli chiedi
che cosa capì
lui ti risponde
più o meno così:
«Che chi non mangia
non lo può capir.»
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«Sulla paura tremante»

Giorno decimo-poi

«Sulla paura tremante … che poi passa!»

Un sassolin
cascò per tèrr
o quanta tèrr
o quanta tèrr!

Cascò per tèrr
e tutto tremò
tròn tròn tròn tròn
tròn tròn tròn trò.

E fece un rumor…
che fece scalpόr!
Tutti tremàron
dal gran terrόr!

E anche poi i monti,
le valli e poi i mari!
Poi nulla si mosse
e siamo al domani.

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Carli al Funaro con Romina Breschi

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ALLA SCOPERTA DEL PROPRIO CLOWN 
Workshop per (dis)&abili a cura di Giovanni Carli e Romina Breschi
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Laboratorio intensivo sul clown e sul comico per chi lo è già e per chi non lo sa…

Il clown che è dentro di me, sono io senza maschera ?

Ridere ed essere se stessi; rivendicare il nostro essere distratti, fuori posto, fuori tempo, meno pronti degli altri e … buffi.

Una maschera, il nasino rosso, che ci protegge, si prende la “colpa” e ci libera dandoci la possibilità di essere finalmente come siamo. Il laboratorio è indirizzato a operatori sociali, insegnanti, artisti, danzatori, diversamente abili, semplici curiosi e a tutti coloro che intendono sperimentarsi in una nuova percezione espressiva (Età minima 16 anni)


incontro introduttivo

Venerdì 31 Marzo h 20.30/23.30

laboratorio con l’intero gruppo di lavoro


Sabato 1 e Domenica 2 Aprile
h 10.00/13.00 e 15.00/18.00

in collaborazione con Skacciapensieri, progetto per adulti disabili per conto dei Comuni di Agliana, Quarrata e Montale, gestito dalla Cooperativa GLI ALTRI di Pistoia

in collaborazione con

logo-GLIALTRI-1

 

logo skaccia

il Funaro Centro Culturale via del Funaro 16/18, Pistoia. Per informazioni tel. / fax 0573/977225 | info@ilfunaro.org | Home Page

La storia del cupido aiutato dal signore.

il saggio dice: < La fai finita!!!>

 

(*) Avvertenza:
 La filastrocca accompagna delle immagini senza le quali risulterà di difficile fruizione e godimento, si invita pertanto a visualizzare il link completo di immagini.
↓ 
 < Artworks story > 
“Lavoro sull’arte per la scuola primaria”
                               alle ultime tre pagine.
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LA STORIA DEL CUPIDO AIUTATO DA UN SIGNORE

Un cupido, incatenato,
ma non si sa da chi,
Fu obbligato, un giorno, un tempo,
a starsene un po’ lì.

Chissà cos’aspettava,
con quel gran broncio acceso,
Certo se fosse stato libero,
sicuro sarebbe sceso!

Chiedete a far che cosa?
Ma a fare innamorare!
Gente grande e piccolina
che ha smesso di giocare.

Ma mentre il broncio triste
sul viso di bambino
Restava fermo e immobile
sul volto del puttino.
.
L’uomo a terra e teso
lo sguardo sempre alzava,
Ma non passaa lo sdegno
e intanto lui bruciava.
.
Come arrivar, così,
a quell’estreme altezze ?
La condizione umana
ha pur tal ristrettezze!
.
E ‘l tempo sì passava,
tra rabbia calda e forte
Che ‘l fuoco divampava,
così paréa la sorte!
.
Ma un giorno finalmente
ci fu un omino anziano
che seduto bello calmo
guardò assai lontano.
.
Il pensiero o forse il sogno …
(o anche  ‘l desiderio)
Se son forti forti forti
diventano anche azione
.
Così lui si disciolse:
entrò nel nuvolone.
 .
Arriverà, Cupido,
il giorno in cui con forza
(e con tanta passione)
Ritornerà il bambino
… per mano di un signore.
 .
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Il critico: L’artista, con quest’opera, vuole rendere omaggio certamente al grande Umberto Eco, ma anche riportare l’immaginario ad una dimensione più umana, più “giocabile”, par di veder l’immagini dei quadri che racconta, quadri casuali, trovati a casaccio (bhè, non proprio!) su internet e dei quali l’artista restituisce la sua interpretazione come fosse un bambino, un infante. Certo aggiungendoci qualcosa della sua adultità, della sua rima, del suo uso linguistico sprezzante e forzante nella rima non canonica. Quello che arriva è un tutt’uno con il nostro sentire, con il nostro percepire il mondo intorno a noi come opera d’arte costante, come un eterno riscoprirsi bambini birboni, imbronciati, incatenati dalle regole interiorizzate dell’adulto poliziotto nella testa di freireiana o boaliana memoria ma… il saggio pare rispondermi e qui come sempre è lo spunto, il guizzo in più dell’esegesi artistica del nostro benamato! Ok, seguo il saggio consiglio del saggio e chiedo venia seguendo ciò che Edward Hopper disse alla Tate diversi anni or sono.
L’artista: non sono d’accordo.

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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

 

 

N.B.: Per vedere l’opera completa di immagini vai a:

–> laboratori e proposte didattiche per la scuola

— — –> < Artworks story > “Lavoro sull’arte per la scuola primaria”

alle ultime tre pagine.