il Blog degli amici di 3 B

tra i molti commenti che ho ricevuto sul mio lavoro di tesi uno mi pare azzeccatissimo, in sostanza questo commento critico dice che bisogna stare attenti a fare teatro quando dobbiamo anche fare i maestri poiché questo, il teatro, potrebbe indurci alla finzione piuttosto che alla verità, a fingere piuttosto che ad essere professionali ma spontanei.

ma vi lascio direttamente al sito di questi ragazzi di una terza primaria o, come dicevamo un tempo, terza elementare e mi pare che gli elementi per affrontare il mondo ce li abbiano tutti.

La tesi di Giovanni

 

vedi anche

Cronaca della visita all’Universitá

 

Giovanni

 

https://scuole.portaleragazzi.it/vittorioveneto3b/

Quattordicesima mattina – Il piccione fermo in cielo

Il piccione fermo in cielo

A un piccione viaggiatore
gli successe un grand’affare
che nel cielo, viaggiando,
fu fermato da un signore!

Era un uomo, aviatore,
casco, elmetto e cannocchiale:
« ‘Giorno, prego, favorisca!
Io son qui per controllare! »

« Scusi, prego, ma avrei fretta »
« No, si fermi: che vuol fare! »
« Niente, scusi, ma però …
veramente dovrei andare! »

« Favorisca il suo bigletto! »
Disse l’uomo anche un po’ male
« Sono io ‘l Controllore,
sono un Pubblic’Ufficiale! »

« Non ho niente, gliel’ho detto,
sono solo un viaggiatore! »
« Ma che sento, o perbacco!
Allordunque non può andare! »

« Ma perché?! Ovvia, mi scusi:
è da sempre ‘l mio mestiere! »
« Oh mi spiace, oh mi duole:
si doveva patentare!»

Fu così che restò fermo,
il piccione viaggiatore,
e mai più i suoi messaggi
ebbe modo a consegnare.

È pur strano, non pensate?
Niente e nulla l’obbligava
a quell’ordine seguire?

Che sia questo far rivolta
pe’l piccione viaggiatore?

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L’altro ieri – Filastrocca sulla fatica e lo studio

Filastrocca sulla fatica e lo studio

Oh che fatica
lo stare a studiare
mentre a palla
io vorrei giocare!

O come mio babbo
con la sua borsetta
a portar la posta
con la bicicletta.

O come la mamma
che in casa può stare;
lavora anche lei,
ma se vuole può uscire!

E tu sai che dice
al suo nipotino
il buon vecchio nonno
che è saggio un pochino?

Che può sembrar strano
ma forse, chissà?!
Quel suo bambino
ragione ce l’ha!

Lo disse quel nonno
a quel nipotino.
Lo disse forte
o piano pianino?

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Giorno deciso – Storia di una nuvoletta

Storia di una nuvoletta

Una nuvoletta,
presa dalla fretta,
corse via dal mare
diretta verso ‘l sole.

Giusto a metà strada
si voltò di scatto
e sola si trovò
così, tutto d’un tratto!

Povera piccina
che brutta situazione;
s’immaginò arrabbiato
suo padre Nuvolone!

E poi, sola soletta,
paura un po’ c’aveva
ché ‘l vento la portava
un po’ dove voleva.

Allora fu che pianse,
ma tanto e a dirotto!
Si sciolse tutta in lacrime
e quel dì che tempo brutto!!

Così si ritrovò,
a gocce assai piccine,
a scivolare in mare
con altre nuvoline.

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Giorno spreciso – Quel pesciolino perso nel mare

Quel pesciolino perso nel mare

Un pesciolino
pèrso nel mare
proprio ‘n sapeva
verso dove nuotare.

Tutto era uguale
e tanto era ‘l blu
che lui non andava
né sotto né sù.

Ma poi qualcosa
o qualcuno chissà?
che lo guardava
con curiosità.

cosicché si trovò
così tutto d’un tratto
con tanta paura
dentro un secchietto!

ma poi – che fortuna! –
ricadde nel mare
e ora sapeva
verso dove nuotare!

Quel pesciolino
perso nel mare.

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Sera – Filastrocca laaaaaaarga

Il saggio dice: «Ah bèh!»

Filastrocca mooolto laaarga
(per bimbi che si senton soli)

Sole soleggia solo
alto nel Cielo
laaargo da solo
che braccia le Nubi
tante che  Plìn!
Si sciolgono in lacrime
e son Pioggia nel Mar
che laaargo da solo
si specchia nel Cièlo
che solo col Mare
son già soli ‘n due
che soli col Sole
son già soli ‘n tré.

Son tanti e son soli,
come a volte sei te!
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Giorno d’jeri – Il saggio viaggio

Il saggio dice: «Vai vai!»

“iL Saggio Viaggio”

Carlino voleva mangiare
vide un biscotto
e lo voleva pigliare!

Ma assaj troppo alto
e parea che fosse
tant’è che lui prese
un grande calesse!

Vi salì sopra
ma ‘l cavallo partì
al gran galoppo
facendo «Hì! Hì!»

Lo portò ‘n giro
per lungo e per largo,
vide un gran mondo
e divenne assaj saggio!

Ma se tu gli chiedi
che cosa capì
lui ti risponde
più o meno così:
«Che chi non mangia
non lo può capir.»
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